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Legionella, in vigore le nuove linee guida

Il Ministero della Salute ha pubblicato le nuove linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi. Il documento approvato dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 7 maggio 2015 è stato aggiornato alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, con l'ausilio tecnico-scientifico dell'Istituto Superiore di Sanità e di specialisti del settore. Il testo - già in vigore - riunisce e integra le indicazioni fornite con le precedenti linee guida nazionali e normative, datate 2000 e 2005. La prevenzione riguarda ospedali, alberghi, caserme, campeggi e strutture ricettive in genere, impianti per attività sportive e scolastiche, piscine, stabilimenti termali, centri benessere: tutti luoghi nei quali si può entrare a contatto con acqua nebulizzata e quindi potenzialmente a rischio per la legionellosi. Il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna - oltre alle prove per la ricerca di legionella nelle acque per il consumo umano e minerali, su campioni di aria e impianti di climatizzazione - può effettuare la valutazione del rischio legionellosi nelle strutture turistico-ricettive e termali, nelle piscine e negli impianti per attività sportive e scolastiche (vedere la scheda informativa sintetica).

Ricordiamo che nel decreto per la salute e la sicurezza sul lavoro (D. Lgs 81/2008 e successive modifiche e integrazioni) la Legionella è classificata al gruppo 2 tra gli agenti patogeni. Il rischio di esposizione in qualsiasi ambiente di lavoro richiede l'attuazione obbligatoria di misure di sicurezza appropriate per garantire la prevenzione e la protezione nei confronti di tutti i soggetti presenti. Le misure di sicurezza devono essere adottate in base al procedimento di valutazione del rischio e si dovranno attuare in conformità a quanto previsto articoli 15 e 18 del decreto.

L'obbligo delle informazioni nutrizionali in etichetta

informazioni nutrizionali - dettaglio

A dicembre 2016 scatterà per gli alimenti l'obbligo di indicare in etichetta le informazioni nutrizionali, la presenza di allergeni o eccitanti e il potenziale impatto sulla salute. Le etichette dovranno rispettare dimensioni minime e non potranno contenere indicazioni fuorvianti, che possano confondere il consumatore. Le imprese del settore agroalimentare hanno avuto quasi 4 anni per adeguarsi alla nuova disciplina, introdotta dal regolamento comunitario Reg. CE 1169/2011 (pubblicato sulla Gazzetta dell'Unione Europea il 22 novembre 2011 e in vigore dal mese successivo), ma molte non hanno ancora provveduto e rischiano di trovarsi in difficoltà con l'avvicinarsi della scadenza. Oltre a una scheda informativa con le principali novità, il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna ha preparato un pacchetto analitico promozionale per le aziende pronte ad adeguarsi alle norme europee.

Verifiche a costi ridotti per pane, pasta e dolci

Il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna ha raggiunto un accordo con l'Associazione Panificatori della provincia di Cagliari e garantirà alle imprese associate condizioni agevolate sulle verifiche analitiche previste dalla normativa vigente. “Anche questo accordo conferma il nostro impegno a fianco delle imprese e a tutela della qualità dei prodotti offerti ai consumatori”, ha osservato Gigi Picciau, presidente del Laboratorio. “Se da un lato la nostra offerta commerciale deve tenere conto della qualità e dei costi delle prestazioni che svolgiamo, come struttura accreditata presso Accredia, da un altro lato cerchiamo di venire incontro alle imprese in un momento di generale difficoltà, in cui ogni maggior costo rischia di essere difficilmente sostenibile”. Maggiori dettagli sulle offerte per i panificatori nella pagina delle convenzioni.

Allergie: l'Europa impone menù trasparenti

Dal 13 dicembre 2014 sono in vigore le norme introdotte dal regolamento (UE) n. 1169/2011 sulla fornitura ai consumatori di informazioni sugli alimenti. I ristoranti ora devono indicare - piatto per piatto - l'eventuale presenza dei 14 principali nutrienti collegati a possibili reazioni allergiche: latte, glutine, uova, arachidi, semi di sesamo, soia, frutta a guscio, sedano, senape, anidride solforosa, lupini, molluschi, pesce e crostacei. I gestori dei locali possono decidere se riportare queste informazioni direttamente sul menù o su un foglio illustrativo allegato, oppure se mettere a disposizione dei clienti un componente dello staff in qualità di addetto agli allergeni. Le modalità di applicazione pratica della norma sono ancora incerte, così come le eventuali sanzioni.

Oli extravergini, gli etilesteri come indicatori di qualità

Dal 1º marzo 2014 nell'Unione Europea si utilizzano nuovi indicatori di qualità per gli oli extravergini di oliva: con l'entrata in vigore del Regolamento UE n. 1348 del 17 dicembre 2013, diventa obbligatorio analizzare gli esteri etilici. Il limite massimo nella fase iniziale sarà di 40 mg/kg, ma scenderà progressivamente sino ai 30 mg/kg per le campagne successive al 2015. La nuova normativa è fondata sui risultati delle ultime ricerche scientifiche che hanno evidenziato il rischio di falsi positivi causati dagli esteri metilici, soprattutto in oli particolarmente ricchi di polifenoli.

È importante sottolineare che gli etilesteri non devono essere considerati un parametro di genuinità (capace di distinguere gli oli genuini da quelli deodorati) ma un parametro di qualità. Il Regolamento UE 1348/2013 li elenca appunto assieme all'acidità e ai perossidi: parametri obbligatori di qualità che variano col tempo, in particolare negli oli meno pregiati. La mancata verifica del limite degli etilesteri degli acidi grassi comporta il declassamento dell'olio. La prova somma dei metil + etil esteri (alchilesteri) rimane comunque in vigore, con un limite di 30 mg/kg, relativamente all'indicazione in etichetta dell'origine italiana degli oli.

Analisi per olio e vini: autorizzazioni rinnovate

Il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha rinnovato fino al 12 ottobre 2017 le autorizzazioni al Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna per il rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo (decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 5 dell'8 gennaio 2014) e nel settore oleicolo (Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio). Entrambi i decreti sono datati 12 dicembre 2013.

La qualità del carciofo spinoso di Sardegna DOP

Il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna è da sempre impegnato a tutela delle produzioni agricole di qualità e periodicamente promuove i propri servizi analitici per settori particolari, come nel caso del carciofo spinoso di Sardegna, che dal febbraio 2011 ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine protetta sull'intero mercato europeo. Ricordiamo che - in base al disciplinare di produzione, pubblicato sul supplemento ordinario n. 52 alla Gazzetta Ufficiale del 25 febbraio 2011 - il carciofo spinoso di Sardegna DOP deve rispettare le seguenti caratteristiche chimiche, per 100 grammi di prodotto fresco: carboidrati non inferiori a 2,5 g, polifenoli non inferiori a 50 mg, sodio non superiore a 0,125 g, ferro non superiore a 0,80 mg su 100 g. Questi valori possono essere verificati con il pacchetto analitico promozionale che il Laboratorio propone con una riduzione di oltre il 30% rispetto al costo di listino.

Uno spettrofotometro FOSS per le analisi sui vini

Il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna utilizza anche uno spettrometro IR a trasformata di Fourier (FT-IR) per le analisi su uve, mosti e vini. Il modello WineScan Flex della FOSS (azienda leader del settore) è uno spettrofotometro FT-IR dedicato per analisi qualitative e quantitative di matrici enologiche. Tutti i parametri analitici sono determinati simultaneamente, in circa 30 secondi, dopo una semplice preparazione del campione. Con questo investimento il Laboratorio è in grado di fornire alle aziende del settore un ventaglio di analisi utili per una migliore gestione della cantina, a costi molto ridotti ed accessibili a tutte le realtà. I dati analitici si ottengono dallo studio dello spettro di assorbimento infrarosso caratteristico di ogni campione. I parametri analizzabili sono quelli di maggiore utilizzo nella tecnica enologica, tra i quali grado alcolico, pH, zuccheri, acidi organici, acidità volatile, acidità totale, potassio, ceneri e metanolo. Per far conoscere e apprezzare il nuovo servizio, il Laboratorio ha preparato due pacchetti analitici a costo promozionale, Wine-Scan base e Wine-Scan completo.

Oli di oliva italiani, le norme antifrode

L'articolo 43, comma 1 bis del “decreto sviluppo” (legge 134/2012) fissa per l'olio di oliva italiano un limite di 30 mg/kg di alchil esteri (somma di metil esteri ed etil esteri degli acidi grassi). Al fine di prevenire frodi nel settore degli oli di oliva e di assicurare la corretta informazione dei consumatori, in fase di controllo gli oli di oliva extravergini che sono etichettati con la dicitura “Italia” o “italiano”, o che comunque evocano un'origine italiana, sono considerati conformi alla categoria dichiarata quando presentano un contenuto in metil esteri degli acidi grassi ed etil esteri degli acidi grassi minore o uguale a 30 mg/Kg. Il superamento di questi valori, a parte le disposizioni penali vigenti, comporta l'avvio automatico di un piano straordinario di sorveglianza dell'impresa da parte delle autorità nazionali competenti a svolgere i controlli ai sensi del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004. Il Laboratorio chimico merceologico della Sardegna esegue l'analisi degli alchil esteri negli oli di oliva secondo il metodo ufficiale riportato nell'allegato XX del regolamento (UE) 61/2011 ed emette un giudizio di conformità alla normativa vigente.

L'istamina nei vini, rischi per l'esportazione

Alti livelli di istamina potrebbero bloccare il vino alla frontiera, impedendone l'esportazione. Anche se per il momento non esiste una normativa comunitaria, diversi paesi europei hanno già fissato dei limiti massimi raccomandati, molto variabili (dai 10 mg/litro di Svizzera e Austria ai 2 della Germania). Anche per i livelli di istamina il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna è in grado di fornire alle aziende la certificazione necessaria per l'esportazione. [ leggi la scheda ]

Tirocini formativi

Periodicamente il Laboratorio - in collaborazione con l'Università degli Studi di Cagliari o con l'Agenzia del Lavoro - attiva dei tirocini formativi della durata minima di tre mesi. Chi fosse interessato può inviare una domanda di partecipazione assieme al curriculum vitae, preferibilmente in formato digitale, all'indirizzo tirocini@labsardegna.it. Nel caso il profilo fosse giudicato idoneo, e in base alle esigenze del Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna, il candidato o la candidata riceverà una proposta di colloquio.

Assunzioni e collaborazioni

Al momento il Laboratorio Chimico Merceologico della Sardegna non prevede nuove assunzioni né collaborazioni esterne, ma è sempre possibile inviare il proprio curriculum vitae sia via fax (070.212646) che per e-mail (info@labsardegna.it). Tutte le candidature saranno valutate e raccolte in archivio per una eventuale collaborazione futura.

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